Quando è indispensabile l’intervento di un avvocato?
Immobili
Secondo la legislazione ungherese, nei procedimenti avviati su richiesta per la registrazione di diritti e fatti è obbligatoria la rappresentanza legale, ma esistono anche casi immobiliari in cui è consigliabile ricorrere all’assistenza di un legale. Pertanto, per la registrazione della proprietà immobiliare o di altri diritti nel registro immobiliare è necessario un contratto redatto e controfirmato da un avvocato (o da un notaio).
Questioni condominiali
Per quanto riguarda le questioni legali relative ai condomini, ad esempio la necessità di modificare l’atto costitutivo o il regolamento organizzativo e operativo, è importante sapere che l’avvocato può redigere la modifica dei documenti condominiali sulla base della decisione dell’assemblea condominiale. L’avvocato deve quindi essere presente all’assemblea generale o, successivamente, al momento della firma dei documenti, identificare i comproprietari che hanno preso la decisione e firmato i documenti. L’identificazione avviene non solo nel caso dei condomini, ma anche in altri casi di transazioni legali, sulla base dei documenti di identità, ovvero generalmente mediante la visione e la fotocopia della carta d’identità e della carta di soggiorno o del passaporto, nonché la compilazione di un modulo di identificazione.
Cause di maggiore rilevanza
Inoltre, la rappresentanza legale è obbligatoria in alcuni procedimenti giudiziari di maggiore rilevanza.
Questioni aziendali
La collaborazione di un avvocato è necessaria anche nei procedimenti dinanzi al tribunale del registro delle imprese, ovvero nelle questioni che riguardano i dati di una società iscritti nel registro delle imprese. Ciò può riguardare il procedimento di registrazione della società o la modifica della denominazione, della sede legale, della sede operativa, dell’oggetto sociale, dei soci, del capitale sociale o dell’amministratore della società.
Quando è consigliabile ricorrere all’assistenza di un avvocato?
Immobili
Nel caso di compravendita immobiliare, spesso capita che sia l’altra parte contraente (ad es. il venditore) a scegliere e incaricare l’avvocato. In questo caso, gli onorari dell’avvocato vengono solitamente pagati dalla parte che lo ha incaricato. Secondo le norme vigenti, se non siete rappresentati da un avvocato durante la transazione legale, l’avvocato incaricato dalla controparte deve rappresentare anche i vostri interessi (ad esempio, in qualità di acquirente). Tuttavia, l’esperienza dimostra che è molto difficile conciliare la rappresentanza degli interessi del mandante e della controparte (cioè i vostri). Un immobile rappresenta sempre un valore elevato, pertanto le consigliamo di incaricare in ogni caso un avvocato, poiché solo in questo modo potrà garantire la piena rappresentanza dei suoi interessi.
Locazione/affitto di immobili
Nel caso di locazione immobiliare non è obbligatorio ricorrere all’assistenza di un avvocato. Tuttavia, se si ricorre a un avvocato, questi ha l’obbligo di identificare il locatario e il locatore e di esaminare il foglio di proprietà dell’immobile, soprattutto per verificare che sia il soggetto autorizzato a concederlo in locazione.
Spesso capita, ad esempio, che la proprietà di un immobile sia oggetto di controversia e che le parti, in mancanza di un accordo, si rivolgano al tribunale. Si tratta in genere di questioni giuridiche complesse e la conclusione definitiva del procedimento richiede anni.
Nel nostro studio abbiamo incontrato più volte casi in cui una delle parti in causa ha affittato l’immobile durante il procedimento, prima che fosse emessa la sentenza definitiva. Il locatario non si è informato sulla situazione giuridica dell’immobile, ma ha pagato per anni il canone di locazione al locatore, che secondo la sentenza definitiva del tribunale non era il legittimo proprietario dell’immobile, e solo dopo la richiesta del legittimo proprietario, secondo la sentenza, il locatario ha scoperto di non aver pagato la persona autorizzata.
In tal caso, il locatario è tenuto a pagare retroattivamente il canone di locazione al legittimo proprietario. Il locatario ha naturalmente il diritto di richiedere il rimborso dei canoni di locazione già pagati al locatore che ritiene essere il proprietario, ma l’esperienza dimostra che ciò comporta costi elevati ed è piuttosto rischioso, poiché il locatore che perde la causa spesso viene sottoposto a liquidazione o diventa insolvente.
